mardi 21 janvier 2014

GENEALOGIE CORSINI, PRINCES DE SISMANO ET DUCS DE CASIGLIANO ET LES VILLAS FLORENTINES


Blason Corsini avec à droite le blason Rinuncini











le Marquis Neri-Maria Corsini, grand voyage du XVIIIè siècle, futur Cardinal, par Rigaud (collectionneur)





La Fontaine de Trévi, commandée à l'architecte Niccolò Salvi en 1732 par le pape Clément XII Corsini


Le Palazzo della Consulta, commandé par le pape Clément XII à l'architectce Ferdinando Fuga pour y recevoir le Conseil Pontifical (aujourd'hui le Conseil Constitutionnel)

I Corsini giunsero a Firenze dal contado nella seconda metà del XIII secolo, dove svolsero attività di banchieri. La loro importanza economica permise alla famiglia di entrare a far parte dell'oligarchia popolare che tenne nelle sue mani il governo del Comune e della Signoria. Alla metà del XIV secolo, la famiglia fu coinvolta nei rovesci finanziari europei, ma si riscattò presto conquistando i campi ecclesiastico, finanziario ed economico.

Con l'avvento dei Medici, i Corsini iniziarono ad avere numerosi incarichi pubblici e alla fine del XVI secolo Filippo (1538-1601) e Bartolomeo (1545-1613) di Bernardo (1492-1551), ricchi mercanti, riuscirono a risollevare definitivamente le finanze della loro famiglia. Bartolomeo acquistò il marchesato di Sismano, Casigliano e Civitella in Umbria e lo lasciò ai nipoti Neri (n. 1577) e Filippo (1578-1636) del fratello Lorenzo (1533-1591), ai quali fu riconsciuto il titolo nel 1628 da papa Urbano VIII. Neri sposò Giulia Corsi e con il figlio Andrea (1613-1671) si trasferì a Roma, dove la linea si interruppe con il nipote Francesco Maria (1658-1723). Filippo fu ricchissimo banchiere, sposò Maddalena di Lorenzo Machiavelli e dette inizio all'acquisto dei palazzi fiorentini al Parione e del casino al Prato. Bartolomeo di Filippo (1622-1685) fu uomo di corte e acquisì i marchesati di Laiatico e Orciatico in Val d'Era (1644) e di Castagnetoli, Giovagallo e Tresana in Lunigiana (1652). Dalla moglie Lisabetta di Giovan Battista Strozzi, fra gli altri, ebbe Filippo (1647-1705), marito di Lucrezia di Pier Francesco Rinuccini, e Lorenzo (1652-1740), cardinale, nel 1730 papa col nome di Clemente XII.

Alla metà del XVIII secolo i Corsini erano ormai al pari delle grandi famiglie europee e Clemente XII favorì la sua famiglia con l'acquisizione della tenuta grossetana di Alberese, assegnata al nipote Lorenzo, Gran Priore dell'Ordine di Malta, con l'elezione a principato dei feudi umbri (1731) e a ducato quello di Casigliano (1731). Egli tracciò inoltre una fortunata carriera al cardinal nipote, Neri (1685-1770) di Filippo, dotandolo delle rendite dell'Abbazia di Chiaravalle di Senigallia. Neri acquistò poi a Roma, il palazzo Riario alla Lungara, dove raccolse una ricchissima biblioteca e un'altrettanto fastosa galleria d'arte, oggi aperta al pubblico. L'altro figlio di Filippo, Bartolomeo (1683-1752), fu gentiluomo di Camera del Granduca e sposò Maria Vittoria di Giovan Battista Altoviti. Loro figlio Filippo (1706-1767) sposò Ottavia di Lorenzo Strozzi ed ebbe Bartolomeo Maria (1729-1792), marito di Maria felice Barberini e padre di Tommaso Maria (1767-1856), maggiordomo maggiore della regina d'Etruria e ambasciatore presso Napoleone I. Egli, a sua volta, sposò Antonia del barone Giuseppe Walstatten di Vienna, donna di corte della regina d'Etruria. Dei molti figli nati da questo matrimonio, Neri (1805-1859), fu governatore di Livorno e ministro degli affari esteri e sposò Eleonora di Pierfrancesco Rinuccini, ultima della sua casa ed erede dei beni di essa. Dei loro figli, Tommaso (1835-1919), Andrea (1843-1895) e Cino (1846-1898) proseguirono i rami della famiglia che sono ancora in vita.