mardi 21 janvier 2014

GENEALOGIE PIGNATELLI, GRANDS D'ESPAGNE, DUCS DE MONTELEONE, VICES ROI DE SICILE, D'ARAGON ET DE CASTILLE, PRINCES DE MONTERUDONI, DUCS DE LA LEONESSA, PRNCES DE STRONGOLI, PRINCES DE NOIA, PRINCES DE BELMONTE, PRINCE DE MINERVINO ...


Blason Pignatelli

Les Pignatelli, avec plus de 1000 ans d'existence, ont accumulé 180 fiefs au sud de l'Italie,
18 titres de comte, 25 titres de marquis, 16 titres de ducs et 14 titres de princes. 
Cela en fait l'un des famille les plus titrées d'Europe.




Ettore Pignatelli, Vice-Roi de Sicile au temps de Charles Quint


La Chapelle Pignatelli, place du Nil à Naples


Le Général Pignatelli de Strongoli, défenseur de Ferdinand IV de Bourbon 
face aux troupes de Napoléon


L'Ordre de San Génnaro dont est membre le Duc Don Giovanni Pignatelli Della Leonessa


Le Vésuve


Le Bal des Rois au Palais Serra di Cassano en 1960 où furent présents les Pignatelli

Il 3 Settembre 1960, durante le Olimpiadi della vela a Napoli, il Duca e la Duchessa Serra di Cassano dettero un ballo a Palazzo Serra, oggi sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in Via Monte di Dio. Il Duca volle rendere onore ai partecipanti alle Olimpiadi non per fare le cose in grande, ma per la cortesia dell’ospitalità e della tradizione napoletana che si perde nei secoli.

La Duchessa Elena era considerata buona dalle donne del quartiere, “buona perché si ricorda della povera gente”, dicevano.

L’andirivieni a Palazzo Serra destò interesse, carpentieri, tappezzieri e fornitori si susseguirono senza sosta nei giorni precedenti. A Napoli si attendeva l’evento, e molti napoletani non si allontanarono troppo nelle villeggiature per non perdersi l’invito. Molti reali invitati come al regina d’Olanda, la regina di Grecia con le principesse ereditarie, le principesse reali di Svezia, Juan di Spagna con il principe delle Asturie, l’Aga Khan, la Maharani di Baroda, la duchessa reale Anna d’Aosta con la principessa Cristina, il principe d’Assia con i figli, il principi Giovanni Borbone delle Due Sicilie, assieme alle vecchie famiglie italiane come i Visconti di Modrone, i Trivulzio, i Brivio Sforza, i Crespi, i Doria, i Lanza, i Colonna, gli Orsini, i Borghese, i Barberini, gli Odescalchi, i Pignatelli, i Pallavicino, i Riario Sforza, i Torlonia, i Ruspoli, insomma principi, aristocratici di vecchia data, e i primi grandi industriali come Giovanni Agnelli che si era sposato con Marella Caracciolo di Castagneto, Umberto Agnelli, Paola e Antonella Piaggio.

Il sangue napoletano, quel sangue che porta a decidere sull’onda dell’emozione più che nella razionalità, animò i sentimenti realisti del quartiere. Si diceva che alcune monarchiche sfegatate avrebbero approntato una bandiera da sventolare al passaggio di Maria Gabriella di Savoia e della Duchessa reale Anna d’Aosta. Si sapeva di una manifestazione che alcuni goliardi volevano fare all’indirizzo di Alberto di Liegi e Paola Ruffo.

Tutta Napoli e tutto il bel mondo ne parlò. Precedenze dinastiche o inviti di chi non aveva una nobiltà sufficientemente antica portarono a scaramucce e i Grimaldi di Monaco non andarono al ricevimento perché Grace non voleva incontrare Onassis con la Callas.

Era la mondanità della dolce vita, di prima della modernità, in qualche modo semplice perché rispettava usanze antiche.

Poi, come scrive Paolo Bulgari nel libro voluto da Francesco Serra di Cassano per ricordare l’evento, arrivò il ’68 e cambiò tutto.

Di eventi come quello a Palazzo Serra e della grandezza di Napoli si è persa memoria.

Melissa Pignatelli