samedi 8 février 2014

LA FAMILLE SANVITALE ET LE CYCLE DE FRESQUES DU CHATEAU DE SALA BAGANZA PAR BERNARDINO CAMPI ET ORAZIO SAMACCHINI (1564-1578)










Tedisio Sanvitale, fratello del vescovo di Parma Obizzo Sanvitale, per effetto del suo matrimonio con Adelmota Cornazzani, erede per parte di madre della potente famiglia Franceschi, nel 1254 ottiene la quarta parte del feudo di Sala e di Maiatico. Nel 1258 acquista la parte restante da Bernardino Franceschi, venendo così in possesso della torre di San Lorenzo, costruzione difensiva citata fin dal 1142.

Il "castellum de Sala", come era chiamato il torrione, nel corso degli anni viene trasformato in una elegante dimora nobiliare. Nel 1477 Giberto III Sanvitale ottiene dal duca di Milano Gian Galeazzo Sforza l'autorizzazione ad ampliare il suo "palatium" e di eseguirvi importanti opere difensive, tra cui la costruzione di un ampio fossato perimetrale, che trasformano la Rocca in una possente fortezza.
Tra il 1564 e il 1578 Giberto IV Sanvitale, primo marito di Barbara Sanseverino, fa decorare il piano nobile con storie di Enea, trionfo della Croce (nella Cappella Palatina), ritratti dei Cesari, immagini grottesche e fatiche d'Ercole (queste ultime attribuite da alcuni a Bernardino Campi, da altri a Orazio Samacchini).

Con la cosiddetta Gran Giustizia del maggio 1612 i Sanvitale vengono spodestati e la proprietà passa ai Farnese. La Rocca di Sala viene scelta nel 1723 come sua dimora da Antonio Farnese, che fa affrescare il soffitto di alcune sale da Sebastiano Galeotti con scene mitologiche e allegoriche.
Nei primi anni dell'Ottocento, col passaggio del Ducato di Parma all'Impero napoleonico, la Rocca e i suoi terreni vengono assegnati al piemontese Michele Varron, che nel 1823 fa abbattere le ali sud, est ed ovest, conferendo alla Rocca l'aspetto attuale. La proprietà passò poi ai principi di Carrega, alla famiglia Magnani, ai Romani e nel 1987, in parte, al Comune di Sala Baganza.
Il Comune di Sala diede avvio ad importanti lavori di restauro, durante i quali la Rocca rimase chiusa al pubblico. La riapertura è avvenuta nel 2003.

Il giardino storico ai piedi della Rocca, detto Giardino del Melograno, con al centro un'ampia vasca circolare, è stato recentemente restaurato secondo l'impianto originale settecentesco a cura dell'architetto Pier Carlo Bontempi, ed inaugurato il 26 aprile 2009.