1 févr. 2021

SALLE DE CERES, FILLE DE SATURNE ET OPI EN CORRESPONDANCE AVEC LA SALLE DE COSME L'ANCIEN



Cerere cerca Proserpina (1555-1558)

Secondo la mitologia, Cerere, dea dell’agricoltura, era figlia di Saturno e Opi. Qui è rappresentata al centro del soffitto su un carro trainato da draghi mentre cerca la figlia Proserpina, rapita da Plutone, dio degli Inferi. Per intercessione di Giove, Cerere riuscì a ottenere da Plutone che la figlia potesse tornare a vivere con la madre sei mesi all’anno. Il mito pone questa alternanza all’o rigine delle stagioni, perché nei mesi in cui era costretta a vivere lontana dalla figlia, Cerere rendeva la terra improduttiva. A questa sala corrisponde, al piano inferiore, quella dedicata a Cosimo il Vecchio, che procurò gloria e prosperità alla città di Firenze, come Cerere provvide al benessere dell’umanità con i frutti della terra.



Sala di Cosimo il Vecchio

Cosimo il Vecchio (1389-1464), figlio di Giovanni detto Bicci de’ Medici, fu capostipite del ramo principale di questa casata e guidò l’asce sa politica ed economica di Firenze nella prima metà del Quattrocento, ponendo le basi del potere mediceo e guadagnandosi l’appellativo di Pater Patriae (Padre della Patria).



Tra le scene della vita di Cosimo il Vecchio affrescate nella volta della sala a lui dedicata, troviamo la partenza per l’esilio al quale lo avevano condannato gli avversari nel 1433, con l’accusa di avere tramato contro la Repubblica, e al centro, il suo rientro trionfale a Firenze dopo un solo anno.


Cosimo il Vecchio si distinse anche come mecenate e protettore di celebri artisti e letterati. In una scena della decorazione della sala compare rappresentato circondato da alcuni di essi: da sinistra, lo scultore Luca della Robbia, Ghiberti, Andrea del Castagno, Fra’ Giovanni da Fiesole, Pesello, Donatello, Paolo Uccello, Fra’ Filippo Lippi, Paolo del Pozzo Toscanelli, Brunelleschi, l’Argiropulo e Marsilio Ficino.




La fervida attività mecenatizia di Cosimo il Vecchi o contribuì ad abbellire e rendere gloriosa la sua città natale. Fra le commissioni pi ù prestigiose, a Cosimo si deve l’ampliamento della chiesa di San Lorenzo che diventerà il mausoleo della famiglia Medici.